Casa Emma / La tenuta
C i n q u a n t a c i n q u e v e n d e m m i e , u n s o l o l u o g o .
Ventisei ettari sulle colline di San Donato in Poggio. Una famiglia, tre generazioni, una linea che non si è mai spezzata. La storia della tenuta, anno dopo anno.
La tenuta
U n p a e s a g g i o n o n s i p o s s i e d e : s i c u s t o d i s c e . L a n o s t r a t e n u t a è i l d i a r i o d i c i n q u e d e c e n n i d i g e s t i r i p e t u t i , c o r r e t t i , t r a m a n d a t i .
La tenuta di Casa Emma si distende fra i 380 e i 450 metri di altitudine, in località Cortine, dove i terreni di galestro e alberese danno al Sangiovese finezza e tensione. Qui ogni parcella ha un nome, un’esposizione, un carattere che impariamo a leggere da tre generazioni.
Quella che segue non è una cronologia di traguardi, ma il racconto di come un luogo e una famiglia si sono trasformati insieme — dal primo filare reimpiantato alle oche di Vignalparco, fino alla vendemmia di oggi.
Loc. Cortine · San Donato in Poggio · 380–450 m s.l.m.
La storia, anno per anno.
Scorri per ripercorrere le tappe che hanno disegnato la tenuta — dalle origini alla terza generazione.
Il nome di Emma
La famiglia acquista il podere fra i boschi di San Donato in Poggio. Decide di non cambiarne il nome: Casa Emma resta l'omaggio a chi abitava queste mura prima di allora. Una promessa di continuità, prima ancora che di vino.
I primi filari di Sangiovese
Comincia il reimpianto delle vigne sulla collina di Cortine, scegliendo i cloni di Sangiovese più adatti al galestro. Una scommessa sul tempo lungo: le barbatelle messe a dimora oggi daranno il loro miglior frutto solo trent'anni dopo.

Nasce il Solaio
Dalle parcelle più vocate prende forma il primo Super Tuscan della casa: il Solaio. Un vino di selezione che, vendemmia dopo vendemmia, diventerà la firma più premiata della tenuta.
La cantina nella collina
Viene realizzata la nuova cantina a caduta, scavata nel fianco della collina. La forza di gravità sostituisce le pompe: il mosto si muove da solo, senza stress, dai tini di fermentazione alla bottaia interrata, dove la temperatura resta costante tutto l'anno.
Arriva Marco Salvadori
Con il nuovo direttore tecnico la tenuta abbraccia una viticoltura di sottrazione: interventi minimi, lieviti indigeni, niente legno nuovo che copra. «Il vino non lo si fa — lo si lascia diventare ciò che il vigneto ha deciso quell'anno.»

L'estratto d'alga
Iniziano le prove con gli estratti d'alga al posto dei trattamenti di sintesi. È il primo passo concreto verso il biologico: nei cinque anni successivi i trattamenti chimici si riducono di oltre il novanta per cento.
Certificazione biologica
Ventisei ettari ottengono la certificazione biologica. Non un punto d'arrivo, ma la formalizzazione di un modo di lavorare la terra che la famiglia praticava già da anni.
Le oche di Vignalparco
Ottanta oche prendono possesso di sei ettari: brucano l'erba al posto del decespugliatore, concimano il suolo, tengono lontani gli ospiti indesiderati. Il rumore dei motori lascia il posto a quello delle ali.

Il filo non si spezza
Sensori in vigna leggono il microclima parcella per parcella, così da intervenire solo quando serve. La tecnologia ci serve a fare meno, con più precisione. Tre generazioni dopo, continuiamo a pensare in decenni — non in annate.
VIENI A VEDERLA
L a s t o r i a c o n t i n u a m e g l i o f r a i f i l a r i .
Cammina dove tutto è cominciato: la cantina nella collina, le vigne di Cortine, le oche di Vignalparco. La visita è il modo più onesto di raccontare cinquantacinque vendemmie.